Varazze (Sv) – sequestrata la palazzina di fronte al cimitero

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Lo scorso anno e qualche mese fa avevamo parlato dei probabili abusi edilizi in merito alla realizzazione della palazzina antestante il cimitero di Varazze. Avevamo parlato della quasi nulla distanza tra i muri perimetrali del cimitero e la piscina dell’edificio il cui valore stimato è di 8 milioni di euro e di permessi a costruire che potevano essere errati. Adesso i fatti iniziano a darci ragione. Nel pomeriggio del 24 aprile scorso i carabinieri forestali hanno sequestrato la palazzina su disposizione del Gip Fiorenza Giorgi.
Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Savona ha accolto le richieste del pubblico ministero Cristina Buttiglione. E proprio la distanza dal cimitero è stato il punto principale della complessa indagine, come scrivono i carabinieri in un comunicato. L’inchiesta aveva come obiettivo quello di ricostruire l’articolato iter amministrativo. L’ipotesi degli inquirenti è che il permesso di costruire sia stato illegittimo perché non sono stati rispettati i vincoli cimiteriali soprattutto. A realizzare la palazzina che è formata da 7 alloggi, 17 box interrati, 4 cantine e un giardino con piscino vista porto e attaccato al cimitero, è stato realizzato dalla Alefa Srl di Milano, mentre lo studio progettista è della zona.
Anni e anni fa, come già detto più volte anche da Currunt.tv nel luogo dove sorge adesso la palazzina probabilmente abusiva, in precedenza c’era un immobile, sede delle suore Sacramentine di Bergamo, poi ceduto alla società Alefa di Milano.
Quattro le persone indagate per i reati previsti dalla normativa edilizia. Si tratta del legale rappresentante della società Alefa, del tecnico progettista, del legale rappresentante della società che ha eseguito i lavori e del tecnico comunale all’epoca responsabile del procedimento.