Varazze (Sv) – rertroporto, i lavori nel 2018?

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Di mese in mese, di anno in anno, il proseguimento dei lavori al retroporto vengono sempre rinviati. Ogni tanto c’è qualcuno che si sveglia la mattina e lancia un proclama: “a breve inizierà il cantiere”, “Se non ci saranno intoppi, i lavori inizieranno nel 2018”. Questo è l’ultimo proclama di

Carmine De Vizia, il presidente della Anteo di Torino, soggetto attuatore del progetto che prevede la realizzazione di palazzine residenziali nella ferita aperta di Varazze, la zona del retroporto T1C.
Questa volta, nel nostro ennesimo articolo sull’argomento, non vogliamo soffermarci sulla presunta data di inizio lavori perché avevamo già fatto il nodo al fazzoletto diversi anni fa e ancora quei nodi non si sono sciolti. Anzi, si sono aggiunti altri nodi a rappresentare altre date annunciate per proseguire i lavori in quella che oggi è una grande area completamente abbandonata a se stessa. Vogliamo entrare nel merito della frase “i lavori inizieranno”.
Nemmeno noi lo avevamo detto a chiare lettere, ma in realtà i lavori del retroporto sono iniziati nel momento in cui è stata effettuata la demolizione di quanto lì preesistente, fra cui la vecchia conceria Rocca. E con i lavori di demolizione dovevano essere altresì realizzati dal soggetto attuatore i lavori pubblici concordati con l’amministrazione comunale.
E invece non è stato mai fatto nulla in tal senso perché l’azienda, come ha dichiarato anni fa, non ritiene il cantiere avviato con la demolizione, effettuata attraverso una Dia. Ma lo vogliamo ricordare, il porto di Varazze, finito e operativo già da diversi anni, è stato tutto realizzato attraverso denunce di inizio attività.
Quindi non capiamo davvero il motivo per cui il soggetto attuatore non abbia realizzato le opere pubbliche previste. O forse perché ci sono problemi fra la Anteo di Torino e la Orsa 2000 che ha il 30% nel progetto?
La società di Savona, la Orsa, a quanto pare avrebbe deciso di abbandonare il progetto varazzino. Nel 2016 aveva cercato di vendere il pacchetto azionario alla grandi lavori fincost di Genova. Una vendita, però, saltata all’ultimo momento. La Anteo ha fatto la propria mossa chiedendo di rilevare le quote restanti per ottenere il 100%. Se la Anteo riuscirà nell’operazione dovrebbero finalmente continuare i lavori al retroporto.
Ma gli oneri di urbanizzazione? E i lavori pubblici previsti? E perché non è stato mai pagato un euro per l’occupazione dei marciapiedi pubblici come più volte chiesto anche dai consiglieri varazzini del movimento cinque stelle che non hanno mai ricevuto risposte chiare dall’amministrazione? Sono altri dubbi che proveremo a risolvere nei prossimii mesi.