Traffico di organi umani: dove vanno a finire i bambini migranti dispersi?

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Nel 2017 ad oggi, 11 dicembre, sono sbarcati sulle coste del Mediterraneo, principalmente in Italia, Grecia e Spagna, 162.468 migranti. Sono le stime dell’UHNCR, ossia l’alto commissariato delle nazioni unite per i rifugiati per l’anno in corso. Ovviamente ci sono i

numeri anche per gli altri anni in cui si evidenzia una crescita esponenziali di arrivi che dai 216.054 del 2014, hanno superato il milione nel 2015. Anche i morti e i dispersi ovviamente sono aumentati anche se di qualche centinaio di unità.

Spulciando il sito dell’Uhncr si arriva in un’altra schermata che riporta i dati degli sbarchi del 2017 soltanto in Italia. Da gennaio a luglio del 2017 sono arrivati in totale 97.237 migranti, di cui 13.741 bambini, la maggior parte di loro (il 14%) non accompagnati e quindi maggiormente esposti a diversi pericoli.

Che fine hanno fatto questi bambini? L’Europol grida ai quattro venti, anche attraverso il suo sito internet, che in Europa, tra il 2014 e il 2015 sono scomparsi almeno 10.000 bambini immigrati già registrati dalle autorità statali. Solo in Italia ne sono scomparsi 5.000. Non è da escludere che ci siano anche numerosi bambini non registrati di cui non si conosce più la sorte.

L’allarme l’Europol lo aveva lanciato già nel 2016, ma adesso lo rilacia perché probabilmente gli allarmi non avevano sortito gli effetti sperati.

E se fra questi minori non accompagnati, secondo l’UNHCR provenienti in stragrande maggioranza dalla Nigeria e dalla Siria, dunque anche bambini di fede islamica.

Già lo scorso giugno avevamo affrontato il problema legato ai numeri resi noti dall’Uhncr, in costante aggiornamento. Secondo noi queste persone scomparse, fra cui riteniamo possano esserci tanti, troppi bambini, possono essere correlate al traffico di organi umani.

Lo stesso traffico di organi di cui parla il libro della giornalista/scrittrice Emilia Costantini,di cui parla il film “Il tramite” del regista Stefano Reali. Ed è lo stesso traffico denunciato da anni dal sacerdote Giacomo Rovera e da Renato Bonora. Una lotta che, appena iniziata, ha provocato subito problemi.

Prima lo stranissimo incidente occorso a don Rovera che avrebbe tutti i caratteri di un presunto attentato e tutti i problemi giudiziari che hanno investito Renato Bonora, fino ad allora incensurato e senza alcun problema.

A più riprese il problema del traffico di organi è emerso, ma poi è sceso sempre il silenzio. A gennaio del 2009 l’allora ministro degli Interni Maroni disse: “abbiamo delle evidenze di traffico di organi di minori scomparsi in Italia”.

A seguito del film Il Tramite di Reali, pubblicato solo su Youtube perché “boicottato” dalla grande distribuzione, il magistrato Adelchi D’Ippolito aveva avviato una inchiesta sul traffico di organi.“I miei sospetti mi portarono a lavorare anche su due cliniche romane – aveva dichiarato D’Ippolito in un’intervista rilasciata a laRepubblica il 31 gennaio del 2009 – Non ho potuto accertare se fossero davvero coinvolte perché ho cambiato incarico”. Incarico cambiato volontariamente o un trasferimento quasi imposto? A noi sorge il dubbio.

Dopo un periodo di buio nel 2010 viene reso pubblico il rapporto su un’inchiesta ordinata dal consiglio d’Europa. Il rapporto dice che Hashim Thaci, primo ministro del Kosovo sarebbe stato a capo di una rete mafiosa di traffico di organi. Ma oggi Hashim Thaci è presidente della repubblica del Kosovo. Ed è sceso nuovamente il silenzio sulla vicenda.

E nel 2009 la deputata del Pdl Procaccini diceva che ogni anno nel mondo 60 mila bambini vengono utilizzati, fruttando un miliardo e mezzo. Ma perché non se ne parla? Perché non si indaga? Eppure tante persone hanno denunciato, persino il ministro Antonio Guidi che disse: “un kg di bambino vale più di 1 Kg di cocaina”. Tanto rumore subito dopo la dichiarazione e poi sempre il silenzio.

Chi si deve coprire? Sicuramente non le povere vittime: bambini poveri e disgraziati che seppure in salute vengono uccisi per espiantargli gli organi, che magari serviranno a gente già matura ma molto facoltosa che non si rassegna al decorso di una malattia. Forse si devono coprire chirurghi e cliniche super attrezzate? Ma non solo i chirurghi che effettuano i trapianti. Dove li mettiamo i medici che curano i pazienti dopo un impianto di organi? Lo sanno tutti che servono protocolli medici e medicine specifiche.

E la chiesa in tutto questo dove si colloca? C’è una parte, quella sanissima, che si batte e combatte contro il traffico illegale di organi umani. Ci sono suore e preti che continuano a denunciare questo orrendo crimine. Il Papa ha più volte condannato il traffico illegale di organi umani, ma sembra che ci siano anche parti della chiesa che, pur avendo ricevuto notizie da don Rovera circa il traffico di organi da lui scoperto, non lo hanno mai ascoltato, anzi hanno fatto di tutto per non far emergere la notizia.